Quota pari al 100/100 del diritto di proprietà su appartamento sito in Roma – Via Anselmo Banduri con accesso al civico 46, situato al piano 1°, dotato di propria scala di accesso dal giardino dell’immobile sottostante, e composto da: un ingresso corridoio di disimpegno su cui aprono tutti gli altri ambienti, ovvero soggiorno e cucina a sinistra, un bagno comune sul fondo, tre camere da letto di cui una con bagno interno. da una delle stanze da letto si accede ad un secondo balcone, per complessivi mq. 137,47, oltre mq. 6,63 ragguagliati per balcone e veranda e scala. Completa la proprietà le servitù a favore del bene venduto, il diritto di passaggio ed il diritto di parcheggio di una autovettura nelle aree di distacco da via Banduri. Identificato al Catasto Fabbricati del Comune di Roma al foglio n. 1068 part 469 sub 501.Confina con distacchi su via Anselmo Banduri e distacchi su giardino privato di altra proprietà, salvo altri. Costruito in virtù di Concessione edilizia in sanatoria rilasciata in data 07/12/1999 con il n. 205838 – protocollo n. 131778/86 per 108,21 mq residenziali oltre a 16,58 mq non residenziali ragguagliati presentata al Comune di Roma. Non sussiste conformità catastale in quanto sui luoghi è presente una veranda vetrata a parziale chiusura del balcone che dà accesso all’appartamento (non rappresentata in planimetria catastale) e una minore altezza in corrispondenza delle imposte delle falde del tetto (il valore medio riportato in catasto è superiore a quello rilevato sui luoghi, per la conformità edilizia sarà quindi necessaria la messa in pristino (demolizione e trasporto a discarica della veranda senza titolo) e la presentazione di una pratica edilizia. Risulta inoltre gravante su tutto il lotto di terreno un vincolo enfiteutico dovuto al Demanio dello Stato in forza dell’atto pubblico amministrativo del 14/01/1928 dell’originario proprietario della particella di terreno. Certificato di agibilità non risulta presente. Formalità pregiudizievoli: non presenti. Stato di occupazione: occupato dall’esecutato che vi abita (non potrà emettersi l’ordine di liberazione prima del decreto di trasferimento). Il tutto come meglio descritto nell’elaborato peritale depositato in atti.
DATA ASTA 10 giugno 2026
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